Oggi vi faccio un regalo di natale
Ares Tavolazzi non ha bisogno di presentazioni. Dalla rivoluzione radicale con gli Area alla sensibilità jazzistica, fino al pop d'autore. Lo abbiamo incontrato per capire non solo come muovere le dita più velocemente, ma come pensare da veri musicisti.
D. Qual è la lezione più importante che il basso le ha insegnato sulla vita?
Ares: Mi ha insegnato l'equilibrio. Il basso è lo strumento della responsabilità: se corri tu, corrono tutti; se rallenti, la band affonda. Nella vita è uguale. Bisogna imparare a sostenere gli altri senza per forza stare sotto i riflettori. La vera forza è nella stabilità, non nell'apparenza.
D. Come si accetta il ruolo di "motore invisibile" senza frustrazioni?
Ares: Capendo che il potere è nelle tue mani. Il solista brilla perché il bassista gli ha costruito un tappeto armonico solido. Quando senti che la band "cammina" grazie a una tua nota piazzata al punto giusto, provi un piacere fisico che nessun assolo di velocità può darti. Il basso è godimento puro del ritmo.
D. Se avessi solo 30 minuti al giorno, cosa studieresti?
Ares: Farei 10 minuti di note lunghe per il suono, 10 minuti di scale a velocità lentissima per l'intonazione e la precisione, e gli ultimi 10 minuti suonerei su un disco che non conosco, cercando di "decifrare" la struttura al primo colpo. La mente deve restare elastica.
D. Qual è il segreto per passare dal basso elettrico al contrabbasso?
Ares: Non trattare il contrabbasso come un basso elettrico grande. È un altro animale. Sul contrabbasso è il corpo che suona, non solo le dita. Devi usare il peso del braccio, non la forza dei tendini. Il segreto è nell'arco e nell'intonazione fisica: devi sentire la vibrazione nel legno che ti batte contro il petto.
D. Meglio trascrivere nota per nota o catturare il "mood"?
Ares: All'inizio nota per nota, per capire il vocabolario. Ma una volta scritte le note, devi dimenticarle e cercare di capire perché quel musicista ha suonato quella frase in quel momento. La trascrizione serve a rubare l'intenzione, non solo le frequenze.
D. Cosa ha imparato dal periodo con gli Area e Demetrio Stratos?
Ares: Che non esistono confini. Con Demetrio abbiamo capito che la voce è uno strumento e lo strumento può essere voce. Mi ha insegnato a non avere paura del "rumore" o dell'errore. La musica è un laboratorio politico e sociale: se non rompi le regole ogni tanto, non stai creando nulla di nuovo.
D. Come si recupera la libertà creativa nell'era digitale?
Ares: Smettendo di guardare i tutorial che ti dicono "fai così". Bisogna tornare a sbagliare. Il computer corregge tutto, ma la bellezza è nell'imperfezione umana. Per essere creativi bisogna spegnere il Wi-Fi e restare soli con lo strumento finché non esce qualcosa che ti sorprende.
D: Qual è la qualità che un leader cerca oggi in un bassista?
Ares: L'affidabilità. Un produttore vuole qualcuno che arrivi in studio, capisca il brano in due minuti e tiri fuori un suono che non ha bisogno di essere ritoccato. E poi l'attitudine: devi essere una persona con cui è piacevole passare ore in furgone o in studio
D: Ares, molti bassisti iniziano studiando le scale. È la strada giusta?
R: È una parte, ma non la strada. La strada è l'orecchio. Migliorare significa educare l'orecchio a riconoscere gli intervalli prima ancora di suonarli. Io dico sempre: se non lo puoi cantare, non lo puoi suonare. Il miglioramento parte dalla testa, passa per la voce e arriva alle dita.
D: Come si costruisce un "groove" che funzioni davvero?
R: Il groove è una questione di micro-spostamenti. Studiare con la drum machine è utile, ma provate a suonare sulla musica classica o su dischi di jazz antico dove il tempo "oscilla". Lì impari a respirare. Un bassista che migliora è quello che capisce quando la nota deve essere "lunga" (tenuto) o "staccata". La durata della nota definisce il groove tanto quanto il momento in cui la colpisci.
D: Parlando degli Area, come influisce la sperimentazione sulla tecnica?
R: Ti costringe a non dare nulla per scontato. Con Demetrio Stratos e gli altri cercavamo suoni nuovi ogni giorno. Per un bassista moderno, sperimentare significa usare gli effetti con intelligenza o esplorare le possibilità del basso fretless. Non abbiate paura di sembrare "strani". L'originalità è ciò che ti fa chiamare per i lavori, non la perfezione tecnica.
D: Qual è l'errore più comune che vede nei suoi seminari?
R: L'eccesso di note. Il "horror vacui". I giovani musicisti hanno paura del silenzio. Invece il silenzio è dove la musica respira. Il miglioramento drastico avviene quando impari a togliere. Chiediti sempre: "Questa nota serve davvero alla canzone o serve solo al mio ego?".
Tabella di Marcia per il Miglioramento
|---|---|---|
| Mese 1 | Timing Implacabile | Metronomo a 40 BPM (suona solo sull'1). |
| Mese 2 | Vocabolario Armonico | Studia le rivoluzioni degli accordi su tutto il manico. |
| Mese 3 | Suono e Tocco | Registrati e riascoltati: analizza la dinamica di ogni nota.
D. Come si allena la capacità di ascolto mentre si suona?
Ares: Un esercizio che consiglio è: mentre suoni il tuo giro di basso, prova a cantare mentalmente quello che sta facendo il batterista o il pianista. Se riesci a sdoppiare l'attenzione, smetti di essere concentrato solo sulle tue dita e inizi a far parte del flusso collettivo.
D. Che consiglio daresti al "giovane Ares" di Ferrara?
Ares: Gli direi: "Ascolta più musica classica e non avere fretta di diventare bravo". La fretta è nemica del tocco. Gli direi di godersi ogni singola nota, anche la più semplice, perché è in quella semplicità che si nasconde il groove
Intervista di tankou albert
Grazie maestro

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