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L'invenzione e primi passi

 


L'invenzione e i primi passi

Prima dell'invenzione del basso elettrico, il ruolo dello strumento a bassa frequenza nelle band era quasi sempre ricoperto dal contrabbasso acustico. Questo strumento, sebbene indispensabile, presentava due problemi principali: era difficile da trasportare a causa delle sue dimensioni e, soprattutto, il suo volume non riusciva a competere con la crescente amplificazione di chitarre e batterie, specialmente nei contesti di musica dal vivo.


La necessità di uno strumento più pratico e amplificabile portò a diverse sperimentazioni. Sebbene alcuni prototipi non abbiano mai raggiunto il mercato, è importante citare Paul Tutmarc, un inventore di Seattle che nel 1935 brevettò e produsse il suo Audiovox Model 736 Bass Fiddle. Questo basso, sebbene innovativo, non riscosse un grande successo commerciale e rimase un'idea di nicchia.


La svolta di Leo Fender

La vera rivoluzione arrivò negli anni '50 grazie a Leo Fender, il fondatore della Fender Electric Instrument Manufacturing Company. Nel 1951, Fender lanciò sul mercato il Precision Bass, il primo basso elettrico a riscuotere un enorme successo commerciale e a diventare uno standard. Il nome "Precision" non fu casuale: a differenza del contrabbasso, il manico del nuovo strumento era dotato di tasti, che permettevano ai musicisti di suonare con maggiore precisione e intonazione. Questo strumento era compatto, facile da suonare (soprattutto per i chitarristi, che potevano adattarsi più facilmente) e, cosa più importante, poteva essere amplificato a un volume sufficiente per competere con gli altri strumenti della band.


L'evoluzione e i modelli iconici

Anni '50: Il Fender Precision Bass domina la scena. È uno strumento solido e con un timbro potente e medioso, ideale per il rock and roll e la musica popolare dell'epoca.


Anni '60: Nel 1960, Fender lancia il Jazz Bass. Questo modello presenta un corpo più sagomato, un manico più sottile e una configurazione a due pickup (single coil) che offrono una maggiore versatilità timbrica. Il Jazz Bass ha un suono più brillante e "cantabile" rispetto al Precision, diventando un'icona nel jazz, nel funk e nel rock psichedelico. Parallelamente, anche altri marchi come Gibson e Rickenbacker iniziano a produrre modelli che entrano nella storia, come il Gibson EB-3 e il Rickenbacker 4001, quest'ultimo celebre per il suo suono aggressivo e il design unico.


Anni '70: Questo decennio vede un'esplosione di virtuosismo e creatività. Bassisti come Jaco Pastorius ridefiniscono il ruolo dello strumento, introducendo tecniche innovative come il fretless (basso senza tasti), gli armonici e il tapping. Emergono nuovi marchi come Alembic, che si specializzano in strumenti di alta gamma con elettronica attiva e legni esotici. Nasce la tecnica dello slap, resa popolare da bassisti come Larry Graham, che influenza profondamente il funk e la disco.


Anni '80 e '90: L'aumento della richiesta di un range tonale più esteso porta alla diffusione dei bassi a 5 e 6 corde. Questi strumenti aggiungono una corda più grave (Si) o una più acuta (Do), aprendo nuove possibilità armoniche e melodiche. Marchi come Music Man con il suo modello StingRay (con pickup humbucker e elettronica attiva) e Warwick si affermano, offrendo design moderni e sonorità potenti che si adattano perfettamente ai nuovi generi come il metal e il progressive rock.


Oggi: Il basso elettrico è uno strumento estremamente diversificato. Coesistono i modelli classici a 4 corde con i moderni a 5 e 6 corde, i bassi fretless, le versioni acustiche ed effetti sempre più sofisticati. Il suo ruolo non è più solo quello di "accompagnatore", ma si è evoluto in uno strumento solista versatile, capace di coprire un'ampia gamma di ruoli musicali.

By albert tankou 

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