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Che basso vuoi

 



### **Intervista a Tankou Albert: "Il Basso è l'Anima Invisibile del Ritmo"**

By Sara bellini


**1. Albert, partiamo dal titolo: "Il Battito del 2026". Cosa rappresenta per te il basso elettrico nel panorama musicale di oggi?**

"Il basso è sempre stato il cuore pulsante, ma oggi nel 2026 lo è ancora di più. In un mondo pieno di suoni digitali, il basso resta l'elemento fisico, quello che ti fa vibrare il petto. È il ponte tra il calore della tradizione e le nuove frontiere sonore."

**2. In questa masterclass condividerai il palco con Gianni Padovani. Come si integrano i vostri due approcci così diversi?**

"È proprio questa la forza dell'incontro. Gianni ha una solidità incredibile e un'esperienza live invidiabile; io porto forse una visione più orientata alla sperimentazione e alla ricerca timbrica. Metterli insieme significa mostrare al pubblico che non esiste un solo modo di essere bassisti."

**3. Avrete come Special Guest Adriano Brunelli. Che valore aggiunto porta la sua presenza all'evento?**

"Adriano è un punto di riferimento assoluto. La sua carriera parla da sola. Avere lui significa alzare l'asticella: ci aiuterà a capire come il basso si trasforma quando si passa dal club ai grandi palchi professionali. È una fonte di ispirazione per tutti noi."

**4. Parliamo di tecnica: quanto spazio darete alla teoria rispetto alla pratica durante le tre ore a San Bartolomeo?**

"Non vogliamo annoiare nessuno con troppa accademia. La teoria è importante, ma a San Bartolomeo vogliamo che la gente veda e senta. Faremo molte demo live perché un esempio pratico sul manico vale più di mille parole su un libro."

**5. Il basso è spesso considerato uno strumento "di accompagnamento". Pensi che questa percezione stia cambiando?**

"Assolutamente sì. Il basso sta uscendo dall'ombra. Grazie anche ai social e alle nuove correnti fusion e funk, il pubblico sta capendo che il bassista non è 'quello che sta dietro', ma quello che decide come deve muoversi la gente."

**6. C’è un consiglio particolare che dai sempre ai tuoi studenti che hanno paura di "perdere il tempo"?**

"Dico sempre: non ascoltate solo la batteria, sentitela. Il tempo non è un obbligo matematico, è un respiro. Se respiri con la musica, non puoi sbagliare."

**7. Durante l'incontro si parlerà anche di strumentazione. Tu sei un ricercatore sonoro: quanto conta l'attrezzatura rispetto alle dita?**

"Le dita fanno il 90%, sono la tua voce. Ma l'attrezzatura è il tuo microfono: se hai un buon setup, la tua voce arriva chiara e potente. Parleremo di come trovare il proprio suono senza diventare schiavi dei pedali."

**8. Cosa proveranno i partecipanti quando, a fine serata, potranno toccare con mano i vostri strumenti?**

"Spero che provino curiosità. Spesso gli strumenti dei professionisti sembrano intoccabili, ma vogliamo rompere questa barriera. Vogliamo che sentano il peso, la tensione delle corde, che capiscano che è uno strumento vivo."

**9. Jazz-fusion e Rock: come riesci a far convivere questi due mondi nel tuo playing?**

"Per me sono due facce della stessa medaglia. Il rock ti dà l'energia e l'attitudine, la fusion ti dà i colori e la libertà. Suonare jazz con un'energia rock è, secondo me, la chiave del groove moderno."

**10. Qual è la sfida più grande di una jam session improvvisata come quella che farete in trio?**

"L'ascolto. Non devi dimostrare quanto sei bravo, devi dimostrare quanto sai ascoltare gli altri. La jam è una conversazione: se tutti gridano, non si capisce nulla. Se ci si ascolta, nasce la magia."

**11. San Bartolomeo è una location suggestiva. Quanto influisce l'ambiente sulla musica che suonerete?**

"Moltissimo. Suonare in un luogo che trasmette cultura e storia ti porta a essere più riflessivo e attento alle sfumature. Sarà un'atmosfera magica, perfetta per 'Il Battito'."

**12. Molti giovani oggi iniziano producendo musica al computer. Perché dovrebbero venire a vedere dei bassisti "in carne e ossa"?**

"Perché il computer non sbaglia mai, ed è proprio l'errore umano, quella piccola imperfezione nel timing, che crea il groove. Vedere qualcuno che suda sullo strumento è un'esperienza che nessun software può replicare."

**13. C’è un brano o uno standard che non vedi l’ora di suonare durante la serata?**

"Probabilmente qualcosa di molto funk. È lì che il basso diventa il re assoluto. Ma anche un blues sporco, dove ogni nota deve pesare come un macigno."

**14. Cosa speri che si portino a casa i partecipanti dopo queste tre ore?**

"Spero che tornino a casa con la voglia di prendere in mano uno strumento. Anche chi non ha mai suonato. Se qualcuno uscendo dirà 'voglio imparare a suonare il basso', avremo vinto."

**15. Un'ultima parola per descrivere cosa sarà "Il Battito del 2026".**

"Energia pura. Nient'altro."





 "Qual è la domanda che avresti voluto fare tu a un bassista professionista? Scrivilo nei commenti!"*

By Sara bellini

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